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  CULTURA E STORIA




  sab.  26.09.2020 
COSTUMI FOLCLORISTICI





 

Il perchè di una tradizione

Costumi di Spoccia

Costumi di Cavaglio e Gurrone

Costumi di Gurro

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Costumi di Orasso e di Cursolo

Costumi di Socraggio e S. Agata

Cannobio - Traffiume

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COSTUMI DI CAVAGLIO E GURRONE

  Il vestito femminile tradizionale, era nei tempi passati fatto di canapa e alla canapa come materia prima le donne dedicavano una buona parte del loro tempo. Seminavano la canapa in primavera e la raccoglievano in agosto-settembre.

Per la gonna e la camicetta, detta bianchetta, si usava quasi sempre la canapa lavorata alla quale si aggiungeva lana filata di pecora. Anche il vestito degli uomini era di canapa.
Le varie parti del costume tradizionale sono le seguenti.
Le calze a mo’ di gambaletto, i così detti strivai di colore nero.
Sempre dello stesso colore sono le scarpe e cioè i padù.
La sottogonna chiamata travarsin è attaccata ad un bustino sbracciato che viene allacciato con un solo bottone tra la vita ed il torace.
Sopra il travarsin c’è il biensc molto simile alla sottogonna, per fare un biensc occorrono circa 5 metri di stoffa.
Sotto al biensc viene applicata una balzana di stoffa, alta circa 20 cm.
I corpettini bianchette che si infilano dopo il biensc hanno colore a seconda delle stagioni.
Infatti la bianchetta estiva in cotone, ha il corpino di un colore molto vivace, generalmente rosso, con una lavorazione sul davanti in pizzo.
Le maniche sono di cotone bianco, abbastanza larghe e rifinite sui polsini con stoffa della stessa tinta del corpetto.
La bianchetta invernale è di colore scuro, con le stesse cuciture e lo stesso pizzo posto sul davanti come quella estiva; le maniche sono dello stesso colore del corpetto, con i polsini rifiniti in pizzo.
Dopo aver indossato la bianchetta si mette il grembiule scusàa.
Esso viene cucito con tante piccole pieghe e rifinito, per quanto concerne la parte superiore, con un nastro chiamato frisa, che si fa girare attorno alla vita e si allaccia con un grande fiocco davanti, lasciando penzolare le due estremità.
Sulle spalle viene messo un triangolo di pizzo o di rete panett fatto ad uncinetto con cotone di colore bianco, rifinito con frange, annodato sul davanti facendo passare le due punte sotto il frisa del scusàa. Oltre al panett di pizzo c’è quello da mettere in testa.
Il costume folcloristico maschile invece è meno complesso di quello femminile, anche se non vengono meno le sue caratteristiche.
Come nella donna i padù e gli strivai sono fatti con gli stessi tessuti e con le stesse modalità.
I pantaloni di tessuto terzòo sono dello stesso colore dei padù oppure sono realizzati in fustagno marrone.
La camicia è di tela filata a mano e sopra ad essa viene messo il gilè.
Solitamente in un taschino del gilè viene messo l’orologio, fatto a cipolla, con una lunga catenina attaccata ad un passante del pantalone o ad una tasca interna della giacca chiamata marsinin, anche questa fatta di fustagno di colore scuro.
A seconda delle stagioni viene portato il cappello di feltro oppure il barett di lana di pecora.







 


 








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