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  ITINERARI E TURISMO




  mar.  25/04/2017 
IL TERRITORIO




Piazza lago - Cannobio
Veduta da Spoccia
Veduta da Gurro



 


Tra Ossola e Verbano propriamente definiti, si estende un vasto e poco abitato comprensorio montagnoso che include la Valle Cannobina, la quale, con direzione ovest-est , si affaccia sulla sponda occidentale e piemontese del Lago Maggiore, confinando a settentrione col Canton Ticino.

Torrente CannobinoGeograficamente appartiene alle Alpi Lepontine, ha una superficie di circa 11.000 ettari, è percorsa dal torrente Cannobino che sgorga in numerosi rigagnoli alle falde del Cimone di Cortechiuso (m 2183), assumendo nella Valle di Finero la denominazione “Il Fiume” quasi a voler significare il suo repentino arricchimento d’acque, percorrenti per 8 chilometri una vallata relativamente aperta, che conserva parte della sua fisionomia dovuta all’origine glaciale.

Oltrepassato Finero, dirimpetto ai casolari di Provola, ci si addentra nella “Val Tupa”, valle buia, scura, come è anche localmente conosciuta la Val Cannobina, sempre più profondamente incassata, intagliata incisa ed erosa dalle acque del torrente, che divallando, l’attraversano per circa 17 chilometri tra orridi, forre e cascate, ingrossate ed arricchite da sette affluenti minori drenanti altrettante vallette secondarie traversali: Rio di Creves, Rio di Orasso, Rio di Cavaglio a nord; Rio di Calagno, Rio di Falmenta, Rio di Crealla, Rio di Socraggio a meridione.

Dopo l’Orrido di Sant’Anna il torrente s’accheta un poco, modella per tre chilometri con un sinuoso corso, i piani terrazzi alluvionali foggiati e plasmati nei millenni e sfocia nel lago all‘altezza di Cannobio lasciandosi alle spalle la frazione di Traffiume.
L’altezza delle montagne non supera i 2.200 metri, ma il dislivello fra il fondovalle e le vette è pur sempre notevole e forte la pendenza dei versanti
A causa di questa morfologia accidentata le cime della Valle si presentano imponenti, selvagge irte e strapiombanti, quasi in contrasto con le più dolci e “civilizzate” linee di tutto il Verbano; montagne poste quasi a significare l’inaccessibilità di questi luoghi che racchiudono paesaggi d’indescrivibile bellezza e singolarità, regno di una natura a tutt’oggi ancora incontaminata.

Strutturalmente varia la Valle è delimitata a settentrione da un aspro e dirupato massiccio dominato dai contrafforti delle “Rocce del Gridone” e dalla vetta del monte Limidario, (metri 2189, massima asperità della “Cannobina”), che la separano dalla Val Vigezzo e dalle Centovalli.
Ai margini, verso Cannobio, questa significativa catena degrada con lineamenti più blandi, in un ripetersi di mammelloni erbosi e pascolavi, interrotti dal passo della Percadugine, oltre il quale si erge isolata l’arcigna Punta Fronzina, per poi riprendere una fisionomia meno scabra col monte Faierone ed un aspetto quasi collinare col monte Giove, ultima elevazione dello spartiacque.

Dal Giove al Limidario, disseminati tra il verde dei boschi della sua fascia inferiore, un susseguirsi di piccoli nuclei d’abitati costella il versante orientale di questa panoramica balconata direttamente affacciantesi sul Lago; in direzione del confine elvetico troviamo: S. Agata, Campeglio, Socragno, Cinzago, Ronco, Marchile, Rondonico, Formine, S. Bartolomeo, Piaggio.

 

 


 








Comunità montana Valle Cannobina Cavaglio Spoccia, Fraz. LUNECCO 0323.77388