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  ITINERARI E TURISMO




  sab.  29.02.2020 
IL TERRITORIO




Piazza lago - Cannobio
Veduta da Spoccia
Veduta da Gurro



 

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Verso Finero le Rocce del Gridone, frastagliate ed inaccessibili, interrotte da guglie e torrioni precipitano sul magico e spettrale “Piano delle Streghe”, dominato da strapiombati e sbrecciati campanili. Il crinale, ora meno severo, prosegue con la brulla e cespugliata costa della Torriggia e culmina con l’omonima cima, ottimo belvedere sull’alta valle, divallando successivamente verso il Pian di Sale con il boscoso e coniferato displuvio della Colmine.

Poco sopra il pianoro, sede d’una torbiera attiva, il passo dello Scopello (m 967) intarsiato da una strada carrozzabile, segna l’inizio geografico della Val Vigezzo.

Superato il valico la dorsale riprende regolarmente ad innalzarsi con alternanza di boschi e pascoli, sino alla “Cima”.
Il crinale, divenuto erboso, ma sempre più impervio e scosceso dopo le vette del Mater e dei Fornaletti, tocca gli aridi e cariati ”Denti di Cortechiuso” che sovrastano l’omonima bocchetta, affacciandosi sulla Val Loana, una tributaria della Val Vigezzo, confine occidentale della “Cannobina”.

A sud l’orografia si ripropone più accidentata; spartiacque con la Val Pogallo, una diramazione della Val Grande, corre una cresta rocciosa e intricata intervallata da un susseguirsi di selle e di vette: il Cimane di Cortechiuso, il Marsicce, la Bacchetta di Terza, il Torrione, la Piota, la Zeda.
La pendice ora spartivalle con “l’Intrasca”,di nuovo poco scabrosa, diviene erbosa col monte Vadà e col Bavarione, anche boscosa, col monte Spalavera e infine decisamente collinare con le ultime alture ormai a ridosso del “Verbano”: Cima l’Alpe, Pian Bello, Carza.
Ai piedi di quest’ultimo dosso, nel lago, a trecento metri dalla battigia su due scogli rocciosi, s’ergono solitari e attrattivi i cinquecenteschi “Castelli di Cannero” fatti edificare dai fratelli “Malpaga”, detti anche “Mazzarditi”.

Più a nord s’incontrano la recente e moderna Carmine Inferiore dominata dall’antica Carmine Superiore che spicca su un promontorio roccioso.

Doppiata la Punta Creda, rieccoci in vista della piana alluvionale originata dal torrente Cannobino, sul cui bordo, in un azzeccato connubio di tonalità cromatiche, si ripetono e si alternano gli edifici signorili e popolari di Cannobio, sullo sfondo Traffiume, in uno scenario che sfuma all’Orrido di Sant’Anna, bastione d’ingresso alla “Cannobina”.
Al suo interno angusto e cupo, tant’è inciso ed eroso il solco vallivo, tra gole e burroni, nelle zone più solatie, su speroni e picchi rocciosi, raccolti nei pochi pianori, o distesi lungo i versanti più assolati, sorgono i diversi centri della “Cannobina”: Cavaglio, Gurrone, Spoccia, Orasso, Cursolo e Finero sulla sinistra idrografica; Socraggio, Crealla, Falmenta e Gurro sulla destra.

Lungo il fondovalle dove si snoda e s’inerpica la carrozzabile, si incontrano solo minuscoli nuclei: Ponte Socraggio, Nivetta, Lunecco, Ponte Falmenta, Ponte Spoccia, Airetta, Creves.
La Valle Cannobina, i suoi panorami ei suoi scenari, si aprono e si ampliano con l’aumentare dell’altimetria alla quale fa riscontro il recupero della fisionomia dovuta all’origine glaciale; qui sono nati i “monti’, gli “alpeggi” ed i pascoli, teatro della vita del passato.

 

 


 








Comunità montana Valle Cannobina Cavaglio Spoccia, Fraz. LUNECCO 0323.77388