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  mer.  26/07/2017 
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Oratorio del Sasso
da uno studio di: Geom. Giovanni Bergamaschi, Prof. Giorgio Ferrari, Arch. Oreste Garatti

L' Oratorio del Sasso, Chiesa dedicata alla Madonna della Cintura, sorge su uno sperone roccioso che sovrasta l' abitato di Orasso, punto panoramico di notevole effetto e suggestione. Recenti lavori di sistemazione esterna, eseguiti da volontari di Orasso, ivi compresa la posa di adeguata illuminazione ne hanno fatto un punto di riferimento sia per gli abitanti di Orasso che per i turisti che vi soggiornano, i quali, moltissimo apprezzano la passeggiata serale tra la pace e la tranquillità del luogo.

L' Oratorio è lambito dalla strada romanica che da Traffiume di Cannobio, raggiunge la valle Vigezzo e si dirama poi, attraverso i territori del Parco della Valgrande, raggiungendo l' entroterra del Verbano, ed i territori dell' Ossola.

Tale strada, denominata Via Borromea, in onore della visita pastorale effettuata nei nostri luoghi da San Carlo Borromeo, Arcivescovo di Milano (cui la pieve di Cannobio faceva parte), è altresì oggetto di importanti interventi di rinnovamento e consolidamento (predisposti con finanziamenti Interreg), atti a migliorarne la fruibilità e la potenzialità turistica che, in questi anni e grazie anche all' inserimento della via Borromea in itinerari escursionistici internazionali, vanno portando un sempre crescente numero di escursionisti attraverso la valle Cannobina.

L' importanza, quindi, e l' esigenza di recuperare questo edificio sono supportate dai due grandi filoni che qui convergono, quello storico, legato al paese di Orasso, il quale fu il primo nucleo abitato della Valle nonché la prima parrocchia staccatasi dalla Pieve di Cannobio e dotata di Parroco stabilmente residente; e quello turistico, in continuo accrescimento come sopra indicato.

La Chiesetta rupestre, subì durante gli anni, alcuni interventi che ne permisero l' ampliamento, la formazione del pronao, quindi la consacrazione dell' edificio per le celebrazioni, anche solenni, che avvengono ancora, tuttoggi, in occasione della festa dell' Assunta, quando la suggestiva processione notturna con fiaccolata, raggiunge l' Oratorio accompagnando la statua della Madonna (portata a spalla dai parrocchiani) sull' impervio sentiero che da Orasso, raggiunge detta Chiesa.

Anticamente si presume che fosse una piccola cappella eretta a protezione dei viandanti che, nei primi secoli del cristianesimo si avventuravano nella valle vuoi per commercio o vuoi per sfuggire alle persecuzioni romane verso i Cristiani. (non lontano, in territorio di Gurro, furono rilevate tombe di epoca romana risalenti a quei secoli), la ricerca di Divina Protezione in quei tempi bui è avvalorata dall' aver dedicato tale cappella proprio alla Madonna della Cintura, eletta a protettrice dei viandanti.

Durante la succitata visita pastorale di S. Carlo Borromeo, che vide transitare il sant'uomo proprio da Orasso nel giorno 28 giugno 1574, e della cui visita esistono tuttora testimonianze nell' archivio parrocchiale, in particolare il libro in cui furono scritti tutti gli ordini e le prescrizioni che il Borromeo lasciò "al Curato ed agli Huomini d' Orasso"

Di cui si riporta la prima pagina

Visitatio
Ecclesia Parochialis Sancti Materni
Loci Orassij Plebis Canobij facta à
Sancto Carolo Archiepo. Mediolani in sua
Personali Visitatione
Die xxv///. Iunij
Anno
1574

 

Segue poi, sempre su detto manoscritto, l'elenco degli ordini in merito a lavori e sistemazioni imposte agli abitanti di Orasso per far sì che la Chiesa parrocchiale di S. Materno fosse conformata agli usi e costumi del tempo.

Ordini e prescrizioni su come e dove celebrare alcune funzioni e/o come e dove tenere paramenti ed arredi sacri nella suddetta chiesa

Ordini e prescrizioni impartiti alla popolazione sui comportamenti cristiani da tenere, sui modi di vita e sugli obblighi verso il Curato e verso gli altri.
Poi, l'interesse del Santo si rivolge alla "Chiesa di Santa Maria del loco d'Orasso" Anche in questo frangente gli ordini sono chiari e precisi. Si riportano, di seguito, il testo originale e la trascrizione di tali ordini così come impartiti da S.Carlo.



Ordini per la Chiesa di Santa Maria
del luogo d' Orasso

Si accomodi dove è la cappelletta della Madonna, che ivi si possa far l'altare levando le spallette della detta Cappelletta,et facendo scarpellar il sasso, che è di nanzi da detta Cappelletta, et accomodando l'Altar di modo, che la figura della Madonna resti per Ancona di esso Altare, et che l Altare sia di misura con la sua bradella
All'Altar si proveda di pietra sacrata alla misura Di Croce et di candellieri d'ottone Si faccia racconciar il soffitto, et far il pavimento della ChiesaLa Porta grande di questa Chiesa si faccia più piccola raportandola più nel cantone verso il muro della parte d'abasso, di modoche per di fuori non si possa veder la Messa
Si serri quella finestra bassa che vi è, et se ne faccia una per scontro all'Altare alta più che si può Si faccia smaltar i muri, e darli il bianco
Come si è provisto delle cose sopra dette, et che ne habbiano relatio: neo dal Vicario foraneo gli concediamo licenza che vi si possa celebrar messa


 

Indubbiamente tali ordini vennero eseguiti e rispettati e possono essere tuttora visti, sia l' altare con "pietra sacrata", che il dipinto della Madonna della Cintura, protetto da infisso in vetro (anche se, come indicato più avanti, l' affresco originale è celato da un grossolano restauro cui si dovrebbe porre rimedio); lo splendido soffitto a cassettone romano ed il pavimento in pietra intorno all'altare.

La parete in cui è posto il dipinto della Madonna della Cintura, risulta tutta affrescata, probabilmente al termine dell' ampliamento più corposo, (Sopra la porticina della sacrestia si intravede ancora una data -1604-)
durante il quale, presumibilmente, venne abbattuta la parete con la porta indicata da S. Carlo, intervento questo che portò la chiesa alle dimensioni attuali senza il pronao.
Infiltrazioni di acqua piovana avvenute per parecchio tempo, unite all' umidità trasudante dalla muratura contro terra, della parete a monte, hanno notevolmente intaccato gli affreschi i quali possono tuttavia essere restaurati ma, per questa parte di intervento si rimanda a specifica relazione tecnico-descrittiva facente parte, insieme alle tavole architettoniche dei rilievi e degli interventi proposti, della documentazione cui la presente relazione è allegata.

Ultimo intervento sull' edificio fu proprio la costruzione dell' ampio pronao, di tale opera si trova altresì riscontro nell' archivio parrocchiale dove, dai registri, a cavallo tra il 1700 e il 1800, si può risalire alla costruzione di detto porticato, grazie all'autotassazione che il gruppo di spazzacamini di Orasso, operanti in Milano, si impose per poter far avere al parroco la somma necessaria alla costruzione.

Dell'Oratorio del Sasso si hanno poi altre notizie dalla relazione sullo stato della Parrocchia di Orasso dal parroco Giovanni Battista Cottini, redatta dallo stesso nel 1842, anno in cui prese la reggenza della Parrocchia.

Dalla descrizione dello stato in cui si trovano, delle misure e delle sacre funzioni che vi si praticano, per quanto riguarda l' Oratorio del Sasso, così si legge:
"Esiste oltre alla Parrocchiale un altro Oratorio pubblico sotto il titolo della B.V. della Cintura, la cui lunghezza è di 25 braccia, la larghezza è di 9 braccia. Viene amministrato dal Fabbricere della Chiesa Parrocchiale, non formando che un sol corpo colla medesima, il suo reddito è di £ 9. all'anno per alcuni fondi affitati. S trova anche in buon stato, ne è mancante del necessario per servire al sacro ministero. Le sacre funzioni che si praticavano anticamente nel medesimo, era di andare al medesimo processionalmente a fare le funzioni parrocchiali la 4a Domenica di ogni mese.
Dopo la morte dell'ultimo Parroco accaduta nel 1821 non si sono più fatte tali funzioni in detto oratorio.

A riguardo di eventuali confraternite esistenti nella Parrocchia di Orasso il Parroco Cottini ne indica tre; la prima, del Santissimo e la seconda, della Dottrina Cristiana furono erette nel 1574 da San Carlo Borromeo ed il 19 aprile 1664 fu eretta la confraternita della B.V. della Cintura. "…e tutte tre non formano che un corpo solo. L'abito che indossano è rosso e nero unito insieme, gli antichi statuti sarebbero, che tutti i confratelli dovrebbero andare in ogni festa alla levata del sole all'Oratorio del sasso per cantare, o recitare l'Ufficio della B.V., e morendo un confratello, invece dell'Ufficio della B.V. l'Ufficio dei morti; venendo multato ogni confratello, che mancasse da detto ufficio della B.V. di un soldo per volta in avvantaggio della detta confraternita, se ciò accadesse senza una legittima causa, i quali statuti più non si osservano (oltre a ciò gli ascritti alla confraternita della B.V. della Cintura devono pagare ogni anno s. 10. pei quali denari viene poi a loro fatto fare il funerale dopo morte dalla confraternita stessa). I confratelli hanno l'Oratorio del Sasso per i loro esercizj spirituali, e sarebbero i sopra esposti. Si dovrebbero fare in tutte le feste di precetto. Si fa una processione all'anno alli 2 di luglio, festa della confraternita, andando dalla Chiesa Parrocchiale con il vice parroco all'Oratorio del Sasso processionalmente col popolo per cantarvi la Messa e poi il Vespro, quindi si ritorna processionalmente alla Parrocchiale per la benedizione col Ss. Le loro funzioni non sarebbero di alcun disturbo alle funzioni parrocchiali. Il metodo nell'elezione degli Ufficiali si fa a pluralità di voti da confratelli manifestati dal viceparroco dopo aver prima cantato il Veni Creator colla sua orazione, dopo la nomina seguita, cantasi il Te Deum cò suoi versetti, ed orazione; e questa si fa ogni anno regolarmente".

Dalla descrizione che il parroco dà degli arredi e dei paramenti si legge:
"Inventario dell'Oratorio della B. V. detto del Sasso.
Vi ha un calice di rame indorato (questo calice fu ceduto in acconto di pagamento alla Chiesa di Gurro per altro calice doratto con coppa d'argento per £ 30. comperato.) colla patena parimenti dorata, una pianeta fiorata con camice ed amitto per la S. Messa, 2 pallj uno feriale, l'altro solenne, 6 tavorelle 3 feriali, e 3 per le feste, 4 fiorami, 6 candellieri d'ottone (questi candelieri, presumibilmente, furono quelli ordinati da San Carlo quale prescrizione per poter celebrare la messa, come indicato nel manoscritto sopra esposto) ; non vi si trova altro, formando un sol corpo colla Chiesa Parrocchiale
."

Quando viene descritta la situazione dei cimiteri si fa ancora riferimento all'Oratorio del Sasso dicendo
"E' da notarsi, che prima, che si formasse il cimitero, quando non era ancora stabilito il luogo del medesimo, furono sepolti 4 o 5 cadaveri in un prato sopra l'Oratorio del Sasso e vi si trovano tuttora in detto luogo non sacro."

 


 








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